^Back To Top

  • 1 Chiesa Parrocchiale dell'Assunta
    La Chiesa Parrocchiale di Fubine è dedicata a santa Maria Assunta. Con la sua splendida facciata, impreziosita da uno splendido rosone in cotto soprastante un elegante portale, è uno dei più pregevoli esempi di architettura quattrocentesca in Piemonte.
  • 2 Il Campanile
    Con i suoi 56 metri di altezza, esso rende riconoscibile da lontano il paese, di cui è giustamente il simbolo più noto.
  • 3 L'interno della Chiesa
    Lungo le pareti dell'interno della Chiesa sono collocate le grandi tavole della Via Crucis: opere giovanili del pittore piemontese Paolo Gaidano che risalgono al 1883.Nella nicchia di fondo del coro ligneo è collocata la magnifica statua in marmo bianco di Carrara, di stile barocco e di probabile scuola berniniana che raffigura la Vergine Assunta, titolare della Chiesa.
  • 4 L'interno della Chiesa
    Nel coro si trova un bellissimo Angelo orante del pittore Costantino Serena, autore anche del suggestivo Trionfo della Vergine posto nella volta. Nella Cappella di fondo della navata sinistra si può ammirare il Polittico del Santo Rosario, composto da 15 tavole dipinte di Ambrogio Oliva, suocero di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo.
  • 5 Arredi interni
    Tra gli arredi pregevole l'altare maggiore in marmo policromo e l'organo di 2000 canne. Conservato in una delle cappelle laterali della Parrocchiale e risalente al tardo ottocento un dipinto raffigura San Cristoforo patrono di Fubine. Sullo sfondo a destra sormontato da due angeli, il paese di Fubine con il suo caratteristico campanile


Accesso Utenti

In regione Conserra (Campus o Colis Serrae) sorgeva l'antica parrocchiale dedicata a San Pietro. A seguito di scorribande e vicende belliche, nel 1519 la parrocchia fu trasferita nel concentrico dell' abitato, nell' attuale chesa di santa maria assunta. Le macerie dell' edificio in rovina furono utilizzate nel 1619 per la costruzione della Chiesetta di Nostra Signora delle Grazie in località Conserra. Essa (che conserva una bella abside romanica) fu restaurata nel 1833, con l'alternanza di tufo e di cotto capace di creare un piacevole e delicato effetto cromatico.

Conservava fino a non molti anni fa una bella collezione di ex-voto, testimoninza di un'intensa devozione popolare a cui fa riferimento una commossa lirica di Ernesto Rossi:

Gesiètta ‘d Cunsèra

ch’at uardi Fibin-i

tra ‘l fiù dla to tàra

tra ‘l vérd dal culin-i,

la calma saren-a

ch’i règn-a csi qui,

gesiètta ‘d Cunsèra

l’emana da ti!

 

Gesiètta ‘d Cunsèra

tra u su ch’ut rischiara,

t’è sempra pi bela,

t’è sempra pi cara:

se jin l’a na gioia,

se a l’a ‘n dispiasì,

gesiètta ‘d Cunsèra

ul chinta con ti…

 

Dal val ch’it circondu,

tra ‘l j’ombri fiuriji,

al ca it tramandu

‘l pi cari armuniji;

al grasiii d’ chi u spera,

d’ chi ‘l prega ogni dì,

gesiètta ‘d Cunsèra

ui specia da ti…

 

E quand che i to fiôj

ch’it vivu luntan

‘nt in mond ch’a l’è vôj,

tra i popul pi stran,

i pensu a la tèra

ch’is sogna ogni dì,

gesiètta ‘d Cunsèra

i visu anche ‘t ti!...

 

Un tempo sullo spiazzo della chiesetta di Conserra si festeggiava il giorno di San Giuseppe (il 19 marzo, secondo il calendario liturgico), l'inizio della primavera; la tradizione è tutt'oggi invariata e solo in caso di maltempo ci si sposta in chesa parrocchiale (Santa Maria Assunta) o nella chesa del Camine.

 

Copyrigcht © 2013 Golden Line